PLAYLIST della SETTIMANA

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By Marghe 

martedì 31 marzo 2009

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"Rivoluzione... o forse no?"

Di Alessia Manferdini

La maschera "io sono Saviano" dal sito http://iosonosaviano.it/


Periodo di grandi rivoluzioni nel settore dei media. Da oggi De Bortoli torna in Via Solferino a dirigere il “Corriere della Sera” e Gianni Riotta lascia mamma-Rai per sostituirlo alla guida del “Sole24ore”. Grandi manovre ai vertici insomma. Mentre i più gioiscono di questi cambiamenti - indubbiamente importanti - in una realtà più piccola, meno conosciuta e (purtroppo) meno influente c’è chi non bada a queste cose perché impegnato a combattere ogni giorno contro tutti.

Parlo di Pino Maniaci, conduttore di Telejato, una tv siciliana che detiene il record per il maggior numero di querele ricevute a causa della sua attività antimafia. Maniaci è stato anche accusato di esercitare abusivamente la professione di giornalista in quanto non iscritto all’ordine.

Tra tutta questa euforia per le nuove assegnazioni e mentre impazza il toto nomina per il nuovo direttore del TG1, la presenza di Saviano a “Che tempo che fa”, mercoledì scorso, è passata in sordina.

Nessuno vuole – e probabilmente non potrebbe nemmeno – parlare di mafia o anche solo di chi pratica questo giornalismo e scrive cose che per molti è più comodo far finta di non vedere.Ecco che allora si riempiono le pagine dei giornali con notizie “copertura” che servono a nascondere i problemi reali.

Forse si è dimenticato che il giornalismo non dovrebbe badare ai giochi di potere, ma continuare a fare quello per cui è nato: informare e denunciare!La vera rivoluzione non dovrebbe essere rappresentata dalle grandi manovre politiche, ma dal fatto di iniziare a smascherare i problemi che ci sono, per parlare del marcio – più o meno – nascosto.

Saviano vive sotto scorta perché ha denunciato gli affari illeciti della mafia e Maniaci fa la stessa cosa da anni ma nessuno ha mai sentito parlare di lui. Troppo scomodo. Sarebbe bene ricordare che la mafia non è un problema del sud, ma dell’Italia intera, come ha detto Saviano nel programma di Fazio. Troppo comodo girarsi dall’altra parte e ignorare.

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Letture - SCRIBD

Di Margherita Marchioni


Oggi non parliamo di libri effettivamente letti ma di un sito che vi permetterà di leggerne tanti! Stiamo parlando di Scribd, sito in lingua inglese che permette non solo di caricare online i propri manoscritti (che si tratti di romanzi o di ricette della nonna, non fa alcuna differenza), ma anche di scaricare e leggere libri interi gratuitamente. 

Il Times ha pubblicato pochi giorni fa un articolo che accusava Scribd di pirateria letteraria. Tuttavia, questo sito ha una tattica molto valida per non incorrere in azioni illegali. Se qualcuno carica sul suo server un libro protetto da copyright e i proprietari lo segnalano, Scribd lo elimina immediatamente. Una sorta di YouTube dei libri. La legge, infatti, non ritiene denunciabile una società (in questo caso Scribd) se essa non sa di stare infrangendo un copyright.

Sul sito, all'interno del quale il Times ha navigato, si potevano trovare i libri di Harry Potter, passando per le opere di Follett, Grisham e Hornby. Secondo il Times, gli autori avrebbero fatto causa al sito. La denuncia è stata però smentita dai proprietari stessi di Scribd, che hanno affermato che il loro sistema elimina automaticamente i libri coperti da diritto d'autore e non permette di ricaricarli altre volte. Allo stesso tempo, molte case editrici stanno offrendo i loro libri gratuitamente a Scribd, perché si rendono conto che è molto meglio sfruttare i lettori in rete, piuttosto che allontanarli a tutti i costi.

Quindi, vi consigliamo di dare un'occhiata a questo sito, che magari non tutti saranno in grado di sfruttare completamente, a causa della lingua straniera di cui si serve, ma che potrà sicuramente dare qualche spunto a chi desideri intraprendere un progetto analogo qui in patria.

L'iscrizione è gratuita, non servono nomi o cognomi e nemmeno una conferma di attivazione via e-mail.
 
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lunedì 30 marzo 2009

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"Condomini sostenibili"

Di Margherita Marchioni

Il rispetto per l’ambiente deve essere insegnato e il Comune di Castel Maggiore ha deciso di farlo partendo da un condominio, quello di via Parri 38, referente del progetto “Condomini Sostenibili 2008”. L’Assessorato all’ambiente e la società ferrarese “Punto 3”, che si occupa di sviluppo sostenibile, hanno infatti organizzato una serie di incontri con i cittadini residenti nel condominio, volti alla divulgazione delle buone pratiche ambientali in ambito domestico. E’ stata data loro la possibilità di partecipare a vere e proprie lezioni riguardanti i comportamenti corretti dal punto di vista ambientale orientati al risparmio.

Prima dell’inizio del progetto, è stato analizzato l’edificio, per stabilirne le caratteristiche e individuare punti di forza e di criticità della struttura relativi a consumi e impatti. I dieci piani del condominio ospitano 105 persone, con relativi appartamenti, garage e cantine. Ad ogni famiglia è stato distribuito un questionario, per capire quali siano le buone pratiche ambientali già in uso e quali, invece, siano carenti.

La prima area di indagine su cui si è indagato è il consumo di prodotti biologici. I risultati non sono entusiasmanti: è emerso che il 41 percento delle famiglie del condominio di via Parri compra raramente frutta e verdura biologiche, mentre il 33 percento non lo fa mai. Gli altri prodotti biologici, come latte e biscotti, vengono acquistati solo dall’11 percento delle famiglie. I motivi di questo scarso acquisto sono fondamentalmente due: il “costo elevato”, principalmente, e “il sospetto che non siano veramente biologici”. I prodotti equo-solidali, invece, non vengono acquistati mai (33%) o raramente (41%) soprattutto a causa della scarsa conoscenza che i condomini hanno su di essi. C’è inoltre chi non si fida e chi li ritiene troppo costosi o difficili da reperire.

Passando al tema dell’energia, tutti i partecipanti hanno fatto acquisti finalizzati al risparmio. La quasi totalità dei partecipanti (22 su 26 questionari compilati) ha acquistato elettrodomestici in classe A e lampadine a basso consumo, mentre molti condomini acquistano pile ricaricabili, riduttori di flusso e termostati o termovalvole. La situazione sembra quindi in miglioramento, in quanto le persone sono interessate ad investire nel risparmio energetico.

Sono scarsamente conosciuti, invece, i marchi di certificazione Ecolabel ed FSC (Forest Stewardship Council), che garantiscono la sostenibilità di mobili, elettrodomestici e carta. Passiamo all’acqua: la maggior parte beve acqua minerale in bottiglia di plastica che è la modalità di distribuzione con peggiore impatto ambientale. Una percentuale limitata beve acqua del rubinetto, depurata e non. Nessun condomino usa acqua in bottiglie vuoto a rendere o in taniche, perché, probabilmente, si tratta di una pratica poco diffusa anche in termini di offerta. Chi compra le bottiglie di plastica ammette di farlo solo per abitudine, solo il 29% per il sapore sgradevole dell’acqua di rete. Spiegandone i vantaggi sia economici che ambientali, sarebbe sicuramente possibile convincere molte famiglie a usare acqua del rubinetto.

L’idea era quella di partire da un nucleo, quello di via Parri, per poter poi estendere il progetto a tutta la città, in caso di esito positivo” dice l’assessore all’ambiente Belinda Gottardi “Volevamo mostrare ai cittadini che se si ha un occhio di riguardo nei confronti dell’ambiente nelle pratiche quotidiane e domestiche, si riesce anche a risparmiare”. I risultati degli incontri verranno presentati martedì 31 marzo alle 21, alla sala dei Cento di piazza 2 Agosto.

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ITALIANS: "L.A. GABBIA DORATA"

Di Veronica Lenzi


La sensazione che si prova scendendo da un volo transcontinentale con destinazione U.S.A. è simile a quella di un pioniere del 1800 che va alla ricerca dell’oro in una terra inesplorata. Per quanto si possa essere critici verso l’universo America, è impossibile non provare un filo di timore reverenziale misto al suo contrario, ovvero quella che qui definiscono “il solito senso di superiorità europeo”. A mio parere questo accade perché l’America è davvero un paese grande e potente, come i motori dei SUV, gli hamburger extra large e le strade infinite ricordano costantemente al viaggiatore. 

Se sulla East Coast questo sentimento si perde in gran parte fra grattacieli eleganti e un sentito fervore culturale, dal Midwest in avanti, fino alle coste del Pacifico, l’America si dispiega come un continente senza mezze misure. Succede così che il giovane europeo, magari un po’ nostalgico della dimensione maggiormente umana del Vecchio Continente, ricerchi all’interno del campus (o del quartiere in cui risiede) la sensazione del paese, della piccola città ancora chiusa fra le mura medievali. Così facendo, non si accorge, forse, di stare seguendo esattamente la regola di vita dell’americano medio: vivere in un grande paese, ma garantirsi un vicinato conosciuto e controllabile. 

I quartieri benestanti di Los Angeles (escludendo quelli per ricconi) sono piccoli castelli dorati, uno vicino all’altro, ma quasi impermeabili, in modo da ricreare tanti piccoli villaggi in una città altrimenti immensa e per molti aspetti alienante. Da studentessa, spenderò due parole su Westwood, il quartiere dove si sviluppa UCLA. Come è prevedibile, l’età media del circondario non supera di molto i vent’anni, e ogni sera (escludendo rigorosamente le settimane degli esami finali) c’è qualche festa a ricordarlo. Stranamente i negozi che si estendono nel quartiere non sono però i classici supermarket economici o i pub per tasche vuote. Sarà che siamo nella glam city, ma nel ristretto arco di qualche km quadrato è possibile trovare una pasticceria francese, una decina di ristoranti che variano dal thai, all’americano, al vegano, un negozio di racchette da tennis dove non accettano carte di credito (forse l’unico in America), fiorai, italian deli e persino una piccola falegnameria. L’università coabita in armonia con questa cittadina nella città, ma difficilmente vedrete studenti comportarsi da studenti fuori da Westwood. Allo stesso modo, non vedrete mai alcuni tipi di automobili, o di persone, fuori da Bel Air. 

Il prezzo da pagare per rendere un'anima intima e domestica a una città che è stata costruita sull’esagerazione e sulle luci della ribalta è vivere in gabbie dorate che non comunicano fra loro, impedendo quindi una reale dimensione collettiva. Così, il giovane europeo si accorge, con un po’ di presunzione che fatica ad essere lavata via, che l’America è grande e varia, ma che spesso sono gli americani per primi a non saperlo, o a non ricordarlo più… mentre il Vecchio Continente, forse per le sue dimensioni ristrette o le sue lotte intestine, forse per qualche gene da esploratore che ancora permane nei suoi abitanti, è più abituato a guardare oltre (e dentro) i propri confini. 

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domenica 29 marzo 2009

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Gli anni '80 di Repubblica

Di Margherita Marchioni

"Il meglio e il peggio degli Anni 80" è il titolo di una galleria fotografica che potete guardare su Repubblica online, a questo indirizzo. Dalle Charlie's Angels alle top model di quegli anni. I Police e gli Shalamar. Il Punk e gli Skinhead. Dallas e Dinasty, passando per Maradona e Michael Jackson. Date un'occhiata e tuffatevi in un mondo fatto di spalline e capelli cotonati!
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RISULTATI: "Cane=Pericolo"

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"BigBid: aste al ribasso"

Di Margherita Marchioni

Tutti conosceranno il famoso sito di aste online Ebay. A volte rischio di perdermi tra i suoi tesori nascosti. Se si tratta però di acquistare un televisore nuovo, una macchina fotografica digitale o un ipod, sono tra quelli che non si fidano e preferiscono spendere qualche euro in più, piuttosto che rischiare di vedersi recapitare, magari da Hong Kong, un prodotto che non funziona e che non ha la garanzia per farlo riparare. 

Girovagando su internet ho trovato un sito di aste chiamato BigBid, che parte dal meccanismo opposto rispetto ad Ebay. Ovvero: non si aggiudica il prodotto chi offre di più, ma chi offre di meno. Voi tutti penserete 'Ma allora basta offrire sempre 1 centesimo e siamo sicuri di vincere'. Purtroppo no: la vostra offerta più bassa deve anche essere unica. Nessuno deve aver offerto la stessa cifra.

Non avendo ancora provato a partecipare, non posso dirvi se sia conveniente o meno, ma le regole le ho lette e qualche fregatura in più, rispetto ad Ebay, c'è! Per partecipare alle aste dovete usare dei crediti, acquistati in precedenza. Vale davvero la pena di spendere dei soldi per ricaricare il proprio account e poi sprecare i crediti in aste che non vincete? I fortunati che si sono portati a casa un televisore 40'' con 60 centesimi di sicuro saranno entusiasti. Ma chi continua a non vincere? Su Ebay almeno non spendi nulla se perdi! E ricominci con un'altra asta. BigBid mi puzza di gioco d'azzardo, che rischia di farti spendere di più di quello che ti intaschi.

Se tra di voi c'è qualcuno che ha provato a partecipare, si faccia sentire! Mi piacerebbe avere una vostra opinione.


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Foto della Settimana

Jack Osbourne, 8 anni, tocca i denti di un T-Rex meccanico durante lo spettacolo "Walking with Dinosaurs", a Londra. Lo show ha per protagonisti 15 dinosauri meccanici a grandezza naturale.

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sabato 28 marzo 2009

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"Liz Smith, regina del gossip, saluta il New York Post"

Di Margherita Marchioni


Erano 33 anni che la regina del gossip Liz Smith - una sorta di Carrie Bradshaw 86enne - aveva una sua colonna sul New York Post. Poi è arrivato Murdoch, che ha comprato il giornale e si è ritrovato in piena recessione. E allora, bye bye nonnina! A comunicare - via lettera - alla giornalista che il suo contratto non poteva essere rinnovato è stato Col Allan, arrivato al N.Y. Post 8 anni fa. Liz continuerà a scrivere per Variety e per il sito wowOwow.com. Ma ci viene spontaneo pensare che non sarà la stessa cosa!

Lo spunto per questo articolo ci è arrivato da D di Repubblica della scorsa settimana. Peccato che, per il loro pezzo nella sezione "D People", abbiano usato la foto sbagliata. La Liz da loro pubblicata è l'attrice omonima, che di simile alla gossip girl del N.Y. Post ha solo l'età! Qualche controllo in più prima di andare in stampa non farebbe male.

Una perla di Liz sul matrimonio: "All weddings, except those with shotguns in evidence, are wonderful" ("Tutti i matrimoni, eccetto quelli con qualche sparo di troppo, sono meravigliosi")
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Flickr Artist: FITZHUGHFELLA

Di Margherita Marchioni

"Girl on a beach"

All the photos are property of Fitzhughfella

Il secondo fotografo di Flickr che vi presento è inglese, si chiama Duncan Holley, ma il suo nickname è  "FITZHUGHFELLA". Quello che mi ha colpito dei suoi scatti è la grande varietà di mezzi usati e di risultati ottenuti. Si serve solo di macchine fotografiche a basso profilo, poco costose e spesso di plastica. Gli effetti che riesce ad ottenere sono sbalorditivi e i suoi colori sembrano riportare in vita gli anni '50 nel mondo contemporaneo. Lo abbiamo intervistato e ci ha spiegato un po' di cose sulla sua passione per la fotografia e sulle tecniche che usa. (Per il momento è disponibile solo l'intervista in inglese, durante il weekend spero di riuscire a tradurla e ad inserirla anche in italiano)

Visitate il suo portfolio su Flickr!

Visit his Flickr portfolio!

"Blowin' the blues underground"

1) Why only Lo fi plastic film cameras for you? what's special about them? and how many do you have? (Perché usi solo macchine fotografiche poco costose e di plastica? Che cosa hanno di speciale? Quante ne hai?)

I have always been keen on photography since the 70s and maintained that interest into the digital age when I bought an expensive digital SLR. Around that time I joined Flickr but I soon found I was bored with producing the same old stuff and lacked direction. Then I stumbled across a photo on someone's stream which blew me away - it was a blurry rain shot taken with something called a LC-A. I asked the person who took the photograph (a girl living in Brooklyn, New York) about her work (which was superb) and she recommended I get a Holga and a LC-A which I did. Within a few weeks I had discovered the world of toy cameras and I sold my digital DSLR and all the lenses even though they were only a few months old.
I had never used 120 film before and at first I found the light leaks and all the other peculiarities a bit offputting but soon grew to love the randomness as well as the quality of 120 film. I am always on the look out for different aspects of toy cameras and once I see a picture I like on Flickr I check out which camera took it and then I try and get hold of a similar camera and try and "get the same look". The last camera I bought is an Agfa Clack a( 6x9) toy camera made in Germany from the 60s. I have quite a few Holgas including a Holga pinhole and one that does 35mm sprockets. A couple of Dianas, a Brownie Hawkeye Flash with the lens reversed to give a blurry effect, a Horizon 202 which does 35mm panoramas and a Lubitel 166B in which I use Agfa slide film and then cross-process.
I also have some polaroid cameras, a Daylab and a Vivitar slide printer which I use for transfers (see below). I am running out of space. If I had to recommend one camera for someone new to Toy Cameras or Lo Fi work it would be the Holga without a doubt.

"Calshot Spit tugboat"

2) How long have you been photographing? What are your main inspirations? (Da quanto tempo fai fotografie? Quali sono le tue maggiori fonti d'ispirazione?)

I started as a boy in the 60s with a Kodak Instamatic and never lost interest although I would say I am as keen now as I ever was - mainly because I discovered medium format film and cheap cameras. There is nothing like scanning your negatives and suddenly seeing your work pop up onto your computer screen. You don't get that with digital. Toy cameras take photography back to basics - so many people I know have really expensive digital cameras which they hardly use - I think photography has been cheapened a little by it being so easy to point and shoot without thinking.
My inspirations? No one famous really. There are quite a few on Flickr who have taught me so much. Many live in the States where I think (film) photography education is taken much more seriously. The Holga became famous via the colleges in the States and out there toy photography is treated as an art form in itself.

"I'd like to teach the world to sing"


"Hope Cove"

3) Let's talk about polaroid transfers and your book. Is it difficult to do? how did you get in touch with this process? (Parliamo della tecnica di trasfer delle Polaroid e del tuo libro. E' difficile da fare? Come sei venuto a conoscenza di questa tecnica?

Again it was through Flickr that I became aware of the process that is called Polaroid Image Transfers but, because I could not at first get hold of a polaroid camera that took peel apart film, I had to buy a day lab (a machine which turns prints into polaroids) and a slide printer (which does the same with slides). At first I thought the process to be awkward but after a few mistakes I soon got the hang of it and enjoy it immensely. It sounds harder to do than it actually is. After the polaroid emerges from the Daylab you just peel apart after 10 seconds - instead of the full 2 minutes - and then press the still developing negative half onto some art paper and let it develop on that. However, it seems the peel apart film is running out now Polaroid have stopped trading so maybe the art will die out but I see some people use Fuji film for transfers but it is more complicated. I still have a few hundred polaroid (669) in my fridge so that will keep me going for a while. The book I did through Blurb - and I just gave it to my family and friends - it has not entered the best sellers yet :)

"Lanterns"

4) You shoot great BW but also great COLOUR photos. Which one do you prefer? Do you use them depending on the subject or on your mood? (Scatti dei magnifici bianco e nero, ma anche foto a colori grandiose. Quale preferisci? Scegli uno dei due a seconda del soggetto o del tuo stato d'animo?)

Thanks for saying so Margherita! Yes is the quick answer to your question. At first with my low fi work I preferred colour because of the cross-processing and colourful lightleaks but again, inspired by people on Flickr, I noticed that b+w shots can be so atmospheric, especially when it is cloudy (which is a lot in the UK). When the weather is sunny I usually reach for a Holga or my Lubitel but, if it is raining, I will use a Diana+, on a B setting, or a special Holga which I keep especially for black and white.

"The Gipsy's Horse"

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